Un incendio di proporzioni eccezionali sta divorando vaste aree nel Sud-Ovest della Francia, nel dipartimento della Gironde, con ripercussioni che si estendono all’intero bacino mediterraneo. Le autorità francesi hanno segnalato oltre 42.000 ettari andati in fumo, circa 220.000 persone evacuate e la distruzione di circa 240 abitazioni. Sul fronte degli interventi operano circa 2.500 pompieri, supportati da 1.500 militari e 1.200 agenti di polizia e gendarmeria; 84 vigili del fuoco sono rimasti feriti. Le fiamme si sono avvicinate a meno di 15 chilometri da Bordeaux, alimentando l’allerta per la città e le aree circostanti.
Il rogo ha prodotto fenomeni atmosferici estremi: i cosiddetti pirocumulonembi hanno generato temporali con fulmini capaci di creare nuovi inneschi e raffiche che complicano le operazioni di spegnimento. La prefettura della regione ha sottolineato l’eccezionalità del fenomeno, mentre ricercatori ambientali hanno osservato come l’assenza di precipitazioni e la presenza di vaste superfici forestali abbiano fornito combustibile abbondante alle fiamme. Migliaia di cittadini e agricoltori sono stati coinvolti nelle attività di supporto, ma i soccorritori denunciano fatica e risorse sotto pressione.
La situazione su scala europea è critica. Nella regione di Madrid tre grandi incendi hanno causato l’evacuazione di circa 90.000 persone e hanno distrutto circa 45.000 ettari, con il rischio che più roghi si fondano in un unico fronte molto esteso. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha rilanciato la necessità di un patto nazionale sul clima. Altri fronti attivi includono il parco dei Cairngorms in Scozia (circa 600 ettari bruciati e evacuazioni a Nethy Bridge) e vaste aree del Nord Africa: in Algeria si registrano circa 17.000 ettari bruciati dall’inizio di luglio e almeno sei vittime, mentre Tunisia e Marocco hanno anch’essi subito centinaia di incendi e migliaia di ettari distrutti.
Il quadro meteorologico peggiora il rischio: in Francia è scattata l’allerta per la qualità dell’aria in sei dipartimenti e l’osservatorio regionale ha segnalato superamenti dei limiti di PM10. Le previsioni indicano l’arrivo di una nuova ondata di caldo con picchi intorno ai 40 °C, mentre la concomitanza di incendi su più fronti limita la possibilità di inviare rinforzi da altre regioni. Le amministrazioni locali e i vigili del fuoco continuano le evacuazioni e le operazioni di contenimento, sottolineando la necessità di una risposta coordinata in una stagione già segnata da ondate di calore estreme.

