La sabbia sotto i piedi non è sempre sinonimo di relax: il rischio di disturbi muscolo-scheletrici aumenta quando si trascurano posture, calzature e progressività dell’attività. Il fisiatra Andrea Bernetti mette in guardia contro l’improvvisazione sulle dune e lungo il bagnasciuga, osservando come passeggiate prolungate, partite improvvisate e il ricorso abituale alle infradito possano favorire un aumento dei casi di fascite plantare nei mesi estivi.
La dinamica è semplice: camminare o correre su superfici irregolari richiede uno sforzo maggiore dei muscoli e dei legamenti del piede per stabilizzare l’appoggio. Movimenti rapidi o salti tipici dei giochi da spiaggia impongono carichi inaspettati alla fascia plantare, che può reagire con infiammazione e dolore. Le calzature estremamente flessibili come le infradito offrono scarso sostegno dell’arco plantare e del tallone, aumentando la tensione sui tessuti.
I segnali di allarme vanno considerati in fretta: dolore al tallone o alla pianta, difficoltà ad iniziare a camminare dopo il riposo, peggioramento dopo l’attività. In molti casi il dolore migliora con il riposo e misure conservative, ma il ricorso a terapie o a un percorso riabilitativo è indicato quando la sintomatologia persiste o limita la vita quotidiana. La prevenzione rimane tuttavia la strategia più efficace per evitare che un problema temporaneo rovini le vacanze.
Per godersi la spiaggia senza incorrere in problemi si consiglia di scegliere calzature con un adeguato supporto, alternare il tempo trascorso scalzi con pause e camminate su superfici stabili, riscaldare i muscoli prima di attività intense e limitare i gesti bruschi. Se il dolore compare, è opportuno ridurre immediatamente il carico e consultare un professionista specializzato. Secondo Andrea Bernetti, un approccio prudente e informato consente di mantenere la mobilità e prevenire recidive, trasformando la vacanza in un’occasione di recupero e non di dolore.

