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Dallo scarto al valore: come A Twist promuove l’upcycling tessile e l’educazione ambientale

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A Twist trasforma scarti in opportunità concrete per ridurre l’impatto del settore della moda e del tessile. In Italia ogni cittadino produce in media oltre 20 chilogrammi di rifiuti tessili all’anno: un flusso che alimenta un modello lineare basato su acquisto, uso e smaltimento, con ricadute su consumo di risorse, emissioni di CO₂ e produzione di rifiuti. Per contrastare questa dinamica non è sufficiente migliorare la gestione a fine vita: serve ripensare il valore dei materiali e favorire pratiche di economia circolare che privilegino riuso, riparazione e upcycling.

A Twist applica l’upcycling come pratica di design che aumenta il valore dei materiali invece di limitarne il recupero meccanico. Attraverso laboratori e progetti di co-design la startup raccoglie tessuti inutilizzati, capi dismessi e scarti produttivi per trasformarli in nuovi oggetti e accessori, coinvolgendo designer, artigiani, cittadini e scuole. Sul piano operativo i percorsi promuovono la partecipazione e la condivisione del processo creativo, con l’obiettivo di generare prodotti funzionali e a valore simbolico più che semplici materie rigenerate. Per informazioni istituzionali: A Twist.

Il valore educativo emerge come elemento distintivo dell’approccio. I laboratori rivolti alle scuole trasformano concetti astratti quali consumo di risorse e impatto ambientale in attività pratiche basate sulla manualità, il design e la sperimentazione. Il processo di apprendimento si fonda sul fare: partecipanti di ogni età approfondiscono la filiera del tessile, apprendono competenze sartoriali e riflettono sul significato del riuso. Un esempio concreto è il soft toy “Dududu”, progettato insieme all’Associazione sartoriale sociale Spazio 3R di Milano, che unisce formazione e produzione locale.

Impresa e territorio completano il quadro: molte aziende vedono nell’upcycling uno strumento per tradurre obiettivi ESG in azioni tangibili, coinvolgendo dipendenti e stakeholder in percorsi di engagement. Il modello promosso valorizza competenze artigianali e design, creando filiere partecipative con ricadute ambientali e sociali positive. La transizione verso una moda più circolare passa così sia dalla riduzione degli sprechi sia dalla diffusione di pratiche collaborative che rendono la sostenibilità un processo collettivo e misurabile.

Patrizia Incardone
Patrizia Incardone
Patrizia Incardone è giornalista del gruppo BXL Media. Collabora ai progetti editoriali del gruppo con articoli, approfondimenti e contenuti dedicati all’attualità, alla società e ai principali temi di interesse pubblico, contribuendo a un’informazione chiara, dinamica e orientata al contesto internazionale.

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