L’assemblea degli azionisti di Eni ha rinnovato il Consiglio di amministrazione, aprendo una nuova fase della governance del gruppo energetico. Giuseppina Di Foggia, ex amministratrice delegata di Terna, è stata nominata presidente del Cane a sei zampe, mentre Claudio Descalzi si prepara a iniziare il suo quinto mandato da amministratore delegato dopo la conferma attesa nel primo Cda del nuovo board.
L’assemblea ha inoltre approvato il bilancio 2025, chiuso con un utile di 4,43 miliardi di euro, e la distribuzione di un dividendo annuale da 1,1 euro per azione. Via libera anche al programma di buyback fino a 4 miliardi di euro e all’autorizzazione per l’acquisto di un massimo di 303 milioni di azioni proprie entro aprile 2027.
Eni rinnova la governance con Di Foggia e Descalzi
Nel nuovo Consiglio di amministrazione siedono anche Stefano Cappiello, Benedetta Fiorini, Matteo Petrella e Cristina Sgubin, indicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dalla lista presentata dagli investitori istituzionali sono stati confermati Carolyn Adele Dittmeier e Raphael Louis L. Vermeir, mentre Emma Marcegaglia torna nel board dopo essere stata presidente del gruppo dal 2014 al 2020.
A Di Foggia spetterà un compenso annuo lordo di 90 mila euro, mentre agli altri consiglieri saranno riconosciuti 80 mila euro lordi, oltre al rimborso delle spese. Rinnovato anche il collegio sindacale, guidato da Francesco Fallacara.
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Dividendo da 1,1 euro e buyback fino a 4 miliardi
Gli azionisti hanno approvato la distribuzione del dividendo relativo all’esercizio 2026 in quattro tranche: 0,27 euro per azione nei mesi di settembre e novembre 2026 e 0,28 euro a marzo e maggio 2027. L’assemblea ha dato inoltre il via libera all’eventuale distribuzione di un dividendo straordinario al verificarsi di specifiche condizioni, tra cui una media annuale del Brent superiore a 90 dollari al barile, un prezzo spot del gas pari o superiore a 54 euro/MWh oppure un indice di raffinazione Serm di almeno 9 euro.
Il programma di riacquisto di azioni proprie servirà principalmente alla remunerazione degli azionisti tramite annullamento dei titoli, mentre una quota minore sarà destinata ai piani di incentivazione del management.
La strategia di Eni tra transizione energetica e crescita
Nella lettera agli azionisti, il Gruppo ha confermato la strategia di crescita al 2030 basata sull’integrazione tra attività tradizionali e nuove fonti energetiche, con focus sullo sviluppo della filiera del Gnl, delle rinnovabili, della bioraffinazione e della trasformazione della chimica.
Nel report di sostenibilità Eni for 2025 – A Just Transition, il Gruppo ha ribadito gli obiettivi sulla neutralità carbonica al 2050, la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. «Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche», ha dichiarato Claudio Descalzi.
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Fonte:
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