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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Si muovono all’insegna della debolezza le Borse europee nell’ultima seduta della settimana con gli occhi che restano puntati alla guerra in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’estensione della tregua fra Libano e Israele per tre settimane, mentre restano in una fase di stallo le trattative fra Teheran e Washington e prosegue il braccio di ferro nello Stretto di Hormuz. Il petrolio è volatile: dopo la fiammata delle ultime ore, che ha portato il Brent sopra i 105 dollari, al momento è poco mosso. Gli investitori si concentrano quindi anche sui fondamentali e sull’impatto della guerra sull’economia globale e sull’inflazione, anche in vista della riunione della prossima settimana della Banca centrale europea: «la sfida principale sarà quella di bilanciare il messaggio sui rischi di inflazione con le fragili prospettive di crescita», dice Rushabh Amin di Allspring Global Investments.
In questo contesto, il FTSE MIB di Milano viaggia in territorio negativo, come gli altri listini del Vecchio Continente.
A Milano occhi su Eni, corre ancora St
Sull’azionario, a tenere banco è la stagione delle trimestrali. Protagonista di giornata a Milano è così Eni ha presentato un utile adj di 1,3 miliardi, incrementato il piano di buyback di circa il 90% a 2,8 miliardi. Bene anche gli altri petroliferi (+1% Saipem e +0,4% Tenaris). Gli investitori guardano poi ancora a Stmicroelectronics , che, dopo il rally post-conti della vigilia, si muove in scia alla volata della taiwanese Tsmc e dei conti di Intel con il comparto tech europeo.
Euro/dollaro sotto quota 1,17. Giù l’oro, sale lo spread
Sul valutario, il cambio euro/dollaro scende ancora, sotto quota 1,17 (a 1,1678). Il bitcoin è debole attorno ai 77.800 dollari. Scende invece l’oro che viaggia sotto i 4700 dollari l’oncia nel contratto spot. Bund in rialzo sul mercato secondario con le tensioni e le incertezze sui mercati. Il rendimento del BTp decennale di riferimento, scadenza 1 febbraio 2036, sale così dal 3,78% della chiusura precedente. Lo spread con il Bund di pari scadenza si allarga a 80 punti dai 78 punti della vigilia.

Tokyo chiude a +0,97% con il traino del tech. Asia incerta
Chiude in rialzo la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei che segna +0,97% a 59.716,18 punti e l’indice Topix stabile a 3.716,59 punti nell’ultima seduta della settimana. La Borsa del Giappone spicca in un’Asia incerta che guarda agli sviluppi in Medio Oriente: a Seul il Kospi chiude piatto, mentre a mercati ancora aperti è in calo la Cina con Shanghai poco sotto la parità (-0,05%) e Shenzhen che perde lo 0,22%. Resiste Hong Konk +0,18%, mentre è in deciso calo il Bse Sensex di Mumbai che lascia sul terreno l’1,25%. A livello congiunturale, l’inflazione di base in Giappone ha toccato 1,8% a marzo, secondo i dati governativi pubblicati oggi. L’aumento su base annua dei prezzi al consumo, che esclude i prodotti alimentari freschi, è cresciuto dall’1,6% di febbraio.
Fonte:
www.ilsole24ore.com



