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Transizione energetica: Crédit Mutuel AM, investimenti su solare saliranno con crisi Medio Oriente

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“La crisi in corso in Medio Oriente porterà a una crescita di investimenti in tutte quelle aree che consentiranno ai Paesi di ridurre la propria dipendenza dall’importazione di combustibili fossili. Naturalmente, le fonti di energia rinnovabile fanno parte della soluzione e ci aspettiamo che nei prossimi anni gli investimenti aumentino costantemente, in particolare verso l’energia solare. L’Europa e la Cina sono le due maggiori importatrici di energia e dovranno ampliare ulteriormente i loro investimenti in energia sostenibile negli anni a venire. Con ogni probabilità questo aumento deriverà sia dalle rinnovabili che dall’energia nucleare”. E’ di questo parere François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel AM.

Al tempo stesso, spiega ancora lo strategist, la rapida crescita del numero di data center sta portando a un’espansione considerevole della domanda di energia. Al momento questa domanda viene soddisfatta dal gas naturale, soprattutto negli Stati Uniti. Qui i prezzi del gas naturale sono ancora relativamente contenuti ma questa domanda aggiuntiva di energia potrebbe, nel tempo, portare a prezzi più elevati che, a loro volta, sosterrebbero gli investimenti in fonti di energia alternative.

Rimeu sottolinea, inoltre, che, nonostante il “green bashing” (critica alle azioni green) osservato in certi segmenti della sfera politica statunitense, l’investimento in energia solare negli Stati Uniti non è mai stato così elevato: secondo il Solar Market Insight Report 2024 Year in Review di SEIA, l’aumento della produzione di energia solare nel 2024 è stato del +21%.

“La necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili porterà a numerosi cambiamenti, molti dei quali sono già in corso ma previsti in accelerazione. In quest’ambito vediamo i temi più convincenti. Nei nostri portafogli, ad esempio, l’elettrificazione è rappresentata attualmente con le utility. Nel segmento del petrolio e del gas naturale le nostre allocazioni sono sostanzialmente in linea con gli indici di riferimento, poiché i requisiti normativi limitano il nostro margine di manovra”, conclude.


Fonte:

www.finanzaonline.com

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