Con una sentenza choc, anche se prevista da molti, il Tribunale di Aosta ha azzerato il vertice della Regione autonoma, dichiarando decaduto il presidente Renzo Testolin, perché ineleggibile secondo la legge regionale sui limiti di mandato, come aveva sostenuto un ricorso di Avs. Testolin, 57 anni, esponente di primo piano dell’Union valdôtaine, capo dell’esecutivo dal 2 marzo 2023 e riconfermato dal Consiglio regionale il 6 novembre 2025, è costretto a lasciare dopo un’elezione dello scorso autunno in cui è risultato il primo degli eletti con 3.808 preferenze personali.
La Regione autonoma, governata dall’Union valdôtaine, dal Centro autonomista e da Forza Italia, senza la Lega e Fratelli d’Italia rimasti per ora all’opposizione, è così sull’orlo di una delle più complicate crisi politico-istituzionali degli ultimi anni.
L’ultima presidenza di Testolin è stata da subito al centro di una violenta querelle, politica prima e giudiziaria poi, sull’interpretazione di una legge regionale del 2007 che fissa il limite di due mandati per gli incarichi di governo. Le differenti letture vertono sui criteri di conteggio delle legislature, in presenza di mandati incompleti, cioè non espletati per 5 anni, come nel caso di Testolin e del suo vice presidente Luigi Bertschy.
A promuovere il ricorso sull’ineleggibilità sono stati i consiglieri regionali di Avs Chiara Minelli ed Eugenio Torrione, sulla base di una parere del costituzionalista Andrea Morrone, a cui si erano contrapposte le tesi di Enrico Grosso e Nicola Lupo. La sentenza dei giudici Paolo Bernardini (presidente), Maurizio D’Abrusco e Giulia De Luca fissano un limite invalicabile al cumulo dei mandanti, non ammettendo deroghe ed eccezioni e respingendo “interpretazioni creative”. Il Tribunale pone infatti come “prioritario” il “criterio dell’interpretazione letterale” della legge regionale, non consentendo “di ricoprire cariche all’interno della Giunta per quattro legislature consecutive”.
Se, per ora, il presidente Testolin non ha commentato la decisione dei magistrati, di “sentenza completamente sbagliata e assolutamente sorprendente” ha parlato l’avvocato Marcello Cecchetti, legale della Regione Valle d’Aosta che si è costituita in giudizio, ma che non è stata ammessa dal Tribunale. Sul piano politico, per Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, si tratta di “una vittoria della legalità”.
Mentre per la senatrice Elisa Pirro, neo coordinatrice del M5S in Valle d’Aosta, “la politica valdostana è arrivata al punto di rottura”. L’Union Valdotaine, che oggi ha riunito in emergenza il gruppo dirigente, vuole prevenire “per quanto possibile, ogni ripercussione sulla macchina amministrativa regionale”. “Non c’è nessun problema politico – ha detto il presidente Joel Farcoz – abbiamo fiducia nei nostri uomini, ora si tratta di capire quali sono le conseguenze dal punto di vista tecnico-giuridico”.
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