Premiazioni, festival, neo-cantastorie in chiave ‘poetry slam’, rime baciate e versi creativi recitati da animali fantastici (creati con l’IA) per instapoets che impazzano sui social. La poesia fiorisce contagiando ragazzi e ragazze in modo nuovo e attuale. La poesia non è affatto invecchiata e i versi diventano musica verbale ritmata e denuncia per le nuove generazioni che vivono in un mondo che spesso non li rappresenta. Emergono temi come disagio psichico, isolamento e salute mentale, crisi climatica, l’uso di social media e slang degli instapoets (i poeti che scrivono versi sui social). Negli ultimi mesi dell’anno scolastico nei licei di molte città italiane si organizzano le premiazioni di gare poetiche, come a Treviso dove 200 studenti hanno partecipato al concorso “Cantico delle Creature-Parole. Note, figure in racconto” oppure a Roma, dove gli studenti del liceo Virgilio hanno partecipato ad un concorso a tema libero organizzato dagli ex alunni dello stesso liceo, così come al Cannizzaro. Dopo il mese della poesia di marzo e le numerose iniziative a cura delle biblioteche civiche e comunali mirate ai teenager, non mancano i festival come ‘Ritratti di poesia’ di Roma con la presenza di molti poeti giovani e giovanissimi e il primo festival nazionale del teatro di poesia al Vive di Palazzo Venezia, che vuole riportare la parola poetica nei teatri come avveniva fin dai primi poemi greci, per esaltare la tradizione orale condivisa e la comunità. “I nostri campionati nazionali studenteschi rivolti ai ragazzi delle scuole superiori, anche attraverso la collaborazione dei collettivi locali, hanno grande successo ed è un fenomeno che aumenta in modo esponenziale”, spiega Nicolas Cunial, tra i principali ‘slammer’ italiani. Nato a Mendoza, vive in Italia dall’età di un anno ed è tra i fondatori della Lega italiana Poetry Slam. “I teenager partecipano a tutti i livelli e il vincitore del 2026 sarà stabilito questo giugno. La poetry slam è una competizione in cui si recitano i propri versi e dove è tutto consentito. Si può recitare, leggere, scandire, cantare, perfino rappare e alcuni improvvisano perfino testi. Slam significa scossone, schiaffo e la modalità nasce a metà degli anni Ottanta a Chicago. È un format tra persone, anche molto giovani, che declamano versi e una giuria popolare, il pubblico stesso, determina il vincitore. La poesia diventa più accattivante e piace molto anche alle nuove generazioni che seguono poco la poesia classica”. Tra i poeti di nuova generazione spiccano Filippo Capobianco e Gloria Riggio, il primo campione del mondo di poetry slam a Parigi e la seconda campionessa nazionale, entrambi nel 2023. Inoltre Gianluca Furnari, videomaker e poeta con rime anche in latino che applica l’intelligenza artificiale ai video di poesia ispirandosi alla fantascienza. I suoi versi recitati da ‘animali fantastici’, tra i quali koala e mucche umanizzate che diventano voci ironiche e intelligenti, sono virali su Instagram e TikTok. È una nuova forma di ‘poesia performativa’ che beneficia dei social e tra i giovani ci sono, tra gli altri, Lorenzo Maragoni attore e regista che si definisce poeta di quartiere su Instagram e Giorgia Soleri (con 53,4K di fedeli su TikTok). Inoltre il poeta e divulgatore digitale Davide Avolio, autore del libro ‘”I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno” (Mondandori) e la giovane attrice performer Martina Bernocchi, poetessa super attiva su TikTok.
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