HomeLifestyleMortal Kombat II, Karl Urban 'sfida fisica terrificante per diventare Johnny Cage'

Mortal Kombat II, Karl Urban 'sfida fisica terrificante per diventare Johnny Cage'

Articoli correlati

Pubblicitàspot_imgspot_img

(di Lucia Magi)
Il franchise di Mortal Kombat
torna sul grande schermo. Il nuovo capitolo tratto da uno dei
videogame più diffusi – e redditizi – di sempre, esce nelle sale
italiane il 6 maggio distribuito da Warner Bros. La pellicola
prodotta da New Line Cinema promette di sbancare i botteghini,
consolidando un brand ludico che ha incassato oltre 5,5 miliardi
di dollari.
   
Sotto la direzione di Simon McQuoid, già regista del reboot
del 2021, il film alza la posta in gioco. “In molti pensano che
sia un semplice adattamento del gioco, invece espandiamo tutto
in tre dimensioni — ha dichiarato il regista durante la
conferenza stampa di Los Angeles —. I personaggi che conoscevamo
dalla console, sono ora interpretati da attori straordinari.
   
Vedere come arricchiscono i ruoli, con il loro talento e il loro
stile, è la cosa più appassionante di questo sequel”.
   
Cinque anni fa il successo in sala fu smorzato dalla pandemia
e dall’uscita simultanea in streaming. Mortal Kombat incassò
84,4 milioni di dollari, a fronte di un budget di 55 milioni,
mentre la prima storica trasposizione del 1995 superò i 122
milioni di dollari.
   
La sceneggiatura di Jeremy Slater trascina i protagonisti in
una battaglia decisiva per la sopravvivenza dell’umanità. Dopo
la tregua del torneo, i campioni del Regno della Terra devono
affrontare l’invasione delle forze del Regno Esterno guidate dal
tiranno Shao Kahn (Martyn Ford). La minaccia incombe
sull’esistenza stessa del regno e dei suoi difensori, costretti
a un’epica lotta all’ultimo sangue. Tornano a vestire i panni
dei celebri guerrieri Lewis Tan (Cole Young), Hiroyuki Sanada
(Scorpion), Joe Taslim (Bi-Han), Tadanobu Asano (Lord Raiden),
Ludi Lin (Liu Kang), Jessica McNamee (Sonya Blade), Mehcad
Brooks (Jax), Josh Lawson (Kano), Chin Han (Shang Tsung).
   
Al loro fianco, arriva uno dei personaggi più amati dai fan,
Johnny Cage interpretato da Karl Urban. L’attore neozelandese,
protagonista di ‘The Boys’, dove interpreta il leader cinico e
spietato Billy Butcher, confessa che è stato più impegnativo
girare Mortal Kombat che le cinque stagioni della serie
distopica di Prime Video. “Senza dubbio, è stata l’impresa
fisica più immane della mia carriera. Sarei un bugiardo a dire
che non ero un po’ terrorizzato. Quando arrivi su un set con
artisti marziali esperti come Ludi, Lewis e Joe, come puoi
sentirti? Di certo, non abbiamo sprecato un minuto: appena
atterrato a Brisbane, mi hanno portato direttamente a una
sessione di prove con gli stunt. Avevo ancora le valigie con
me”.
   
Urban, che non è nuovo al cinema d’azione dopo aver vestito i
panni di Éomer nel ‘Signore degli Anelli’, del Giudice
dell’Apocalisse in ‘Dredd’ o di Skurge l’Esecutore in ‘Thor:
Ragnarok’, ha rivelato di essersi sentito sotto pressione non
solo per il livello di preparazione fisica dei colleghi, ma
soprattutto per un senso di responsabilità nei confronti dei
fan. Dei quali, i due più esigenti se li è trovati in casa:
“Quando ho preso la parte, l’ho detto ai miei figli che sono
appassionati del videogame: sono stati loro a introdurmi al
mondo di Mortal Kombat. Hanno allargato gli occhi preoccupati e
si sono raccomandati: ‘Ehi, hai una fanbase enorme. Cerca di non
mandare tutto a quel paese’. Ho dovuto incanalare ogni ansia
nella preparazione, immergendomi nel karate e negli allenamenti
come un atleta professionista”.
   
Ma non di soli combattimenti vive Johnny Cage. Nel film perde
molta della sbruffonaggine vanitosa del videogioco, per
addentrarsi in tonalità più profonde, leali e coraggiose: “È
scritto in modo da far empatizzare il pubblico con il suo
percorso di crescita. Questo è un film fatto da fan per i fan —
ha concluso Urban —. Abbiamo investito ogni energia per render
loro giustizia”.
   
Il sequel segna un importante cambio di rotta anche nella
rappresentanza di genere. “Volevo riequilibrare la presenza
femminile — ha spiegato McQuoid —. Per questo abbiamo introdotto
personaggi come Kitana (Adeline Rudolph), Jade (Tati Gabrielle)
e Sindel (Ana Thu Nguyen). Era necessario portare la loro forza
nella storia”. Un’aggiunta accolta con sollievo da McNamee, che
ha scherzato: “Nel primo film ero l’unica donna tra tutti quei
ragazzacci. Ero diventata un maschio io stessa; è stato strano
tornare a casa dopo le riprese e rimettermi un paio di tacchi”.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

Ultimi Articoli

Pubblicitàspot_img