Nuovo regolamento europeo sugli imballaggi entra in una fase operativa che riguarda produttori, distributori e consumatori. Nel 2021 ogni cittadino dell’Unione europea ha prodotto in media 189 kg di rifiuti da imballaggio, per un totale di 84,3 milioni di tonnellate nell’area. Per ridurre questo carico la normativa nota come Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) introduce regole differenziate per prevenzione, riciclo e uso delle materie prime.
Il testo è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 22 gennaio 2025, è entrato in vigore l’11 febbraio e le sue disposizioni si applicheranno a partire dal 12 agosto 2026. Sostituisce la direttiva 94/62/CE e, essendo un regolamento, si applica direttamente in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale. La Commissione europea dovrà predisporre atti delegati per definire i dettagli tecnici e i criteri di applicazione.
Il Ppwr fissa obiettivi vincolanti di prevenzione dei rifiuti da imballaggio pro-capite rispetto al 2018: meno 5% entro il 2030, meno 10% entro il 2035 e meno 15% entro il 2040. A breve termine, dal 12 agosto 2026, entrano in vigore obblighi chiave come l’etichettatura armonizzata, l’obbligo di valutazioni di riciclabilità basate su criteri comuni, limiti sulle sostanze problematiche e la tracciabilità dei dati tecnici sulla composizione degli imballaggi. Il regolamento impone inoltre l’obbligo di progettare imballaggi separabili e di ridurne peso e volume, includendo etichette, chiusure e accoppiamenti di materiali nella valutazione di conformità.
Sul fronte dei materiali viene introdotto un requisito di contenuto minimo di plastica riciclata post-consumo per alcuni imballaggi, mentre per carta, cartone, vetro e metalli vengono stabiliti requisiti di riciclabilità e obiettivi di riciclo. Limiti specifici riguardano i Pfas: superate determinate soglie, gli imballaggi non potranno essere immessi sul mercato. Il regolamento vieta inoltre alcune tipologie monouso e promuove modelli di riuso, refill e sistemi di ricarica, oltre a misure per rendere più trasparente la filiera attraverso tracciabilità e informazione al mercato.

