Il 15 aprile 2026, presso Villa Abamelek, residenza dell’ambasciatore russo in Italia, si è tenuta la presentazione del saggio “Dalla deterrenza alla coercizione: la nuova dottrina nucleare russa”, firmato dai politologi Sergej Avakyants, Sergej Karaganov e Dmitrij Trenin, questi ultimi due spesso ospiti anche della rivista Limes diretta da Lucio Caracciolo. Il volume include contributi del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e di Dmitrij Demurin, vicedirettore del secondo dipartimento Csi del ministero degli Esteri di Mosca. Karaganov, presidente onorario del Presidium del Consiglio per la politica estera e di difesa, e Trenin, presidente del Consiglio russo per gli affari internazionali, hanno partecipato in videoconferenza da Mosca. E non hanno risparmiato minacce nucleari all’Occidente, come raccontato dal quotidiano La Stampa: Mosca sarà costretta a «un’escalation», ha detto Karaganov. «Prima si potrebbe parlare di attacchi con armi convenzionali nei centri decisionali delle principali città europee. Se questo non basterà, potremo arrivare l’impiego di armi nucleari».
Tra i presenti in sala, ospiti dell’ambasciatore Alexey Paramonov, figuravano ambasciatori e addetti militari di Paesi definiti nel comunicato dell’ambasciata «amici», esperti italiani nel settore della geopolitica, della difesa e della stabilità strategica, esponenti della società civile e giornalisti.
L’editore italiano del volume è Visione Editore, con sede a Roma in via Antonio Gramsci 20. Tra i relatori, oltre a Paramonov, figuravano Francesco Toscano – indicato nel comunicato dell’ambasciata come «titolare della casa editrice» – e Bruno Scapini, diplomatico in pensione, saggista e promotore del comitato “Italia neutrale” a favore dell’uscita dell’Italia dalla Nato.
Nel suo intervento Paramonov ha esordito esprimendo soddisfazione per il fatto che Visione Editore «continui a pubblicare in Italia saggi di attualità politica dedicati alle questioni più calde della vita internazionale contemporanea», ricordando che un anno e mezzo prima, «proprio in queste sale», era stato presentato un precedente volume, quello del leader russo Vladimir Putin. Ha poi citato le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulle armi nucleari contro l’Iran, richiamando «inattesi parallelismi» tracciati dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera tra quelle minacce e il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, concludendo che «il ministro italiano, forse inconsapevolmente, ha riconosciuto che anche oggi, come ottant’anni fa, la principale minaccia di utilizzo di armi nucleari proviene da Washington». Ha quindi definito il governo ucraino come il «regime criminale di Kiev», seguendo l’ormai consolidata narrazione russa, proprio nel giorno in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky veniva accolto al Quirinale e a Palazzo Chigi. L’ambasciatore ha poi accusato le élite europee di voler trascinare l’Italia in un conflitto diretto con la Russia.
In videoconferenza da Mosca, Karaganov ha dichiarato che «le élite europee sono impazzite» e che «stanno mandando i propri popoli al macello per mantenere le proprie posizioni», aggiungendo che se non porranno fine a quella che definisce «guerra aggressiva contro la Russia», Mosca «sarà costretta a salire ulteriormente, in modo ancora più deciso, la scala dell’escalation». Trenin ha sostenuto che «per la prima volta dal 1945, l’Europa è diventata il principale avversario della Russia». Scapini, dal canto suo, ha descritto l’obiettivo del volume come quello di «smentire» la tesi dell’aggressione russa all’Ucraina, definendo quella tesi «dura a morire» e attribuendo la responsabilità del conflitto a «una narrativa faziosa, univoca» imposta all’opinione pubblica italiana dal 24 febbraio 2022.
Come detto, non era la prima volta che Visione Editore animava la sala di Villa Abamelek. Il 23 ottobre 2024, nella stessa residenza, era stato presentato “Le vere cause del conflitto russo-ucraino”, volume che raccoglie l’articolo di Putin “Sull’unità storica di russi e ucraini” del 2021, saggi di storici russi e un contributo di György Varga, già responsabile della missione Osce in Russia tra il 2017 e il 2021. Anche in quell’occasione i relatori erano Paramonov, Toscano e Scapini. Il programma comprendeva un concerto del Coro di Casa Russa a Roma con opere di Čajkovskij, Glinka e Bortnjanskij, danze tradizionali russe e ucraine eseguite dalla compagnia “Russiyana”, e si è concluso con la degustazione di piatti tipici della cucina russa e ucraina.
Due presentazioni in diciotto mesi, entrambe documentate dall’ambasciata russa sui propri canali ufficiali con comunicati dettagliati.
Per capire cosa sia Visione Editore occorre partire da un soggetto distinto: Visione TV, web TV fondata e diretta da Francesco Toscano, giornalista calabrese di Gioia Tauro, già alla Gazzetta del Sud e poi a Byoblu, nonché presidente del partito Democrazia Sovrana e Popolare, fondato insieme all’ex parlamentare comunista Marco Rizzo. Al congresso fondativo del partito, tenutosi a Roma nel febbraio 2024, erano presenti le rappresentanze diplomatiche di Russia, Cina, Cuba, Venezuela e Corea del Nord. Nel giugno 2022, Visione TV era già stata citata nell’Hybrid Bulletin del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza come «canale del sito web di disinformazione italiana» nell’analisi sulla disinformazione nel conflitto russo-ucraino – uno dei sei soggetti italiani menzionati nel documento desecretato su indicazione dell’allora sottosegretario con delega all’intelligence, il prefetto Franco Gabrielli. La redazione fu oggetto di sopralluoghi dei Carabinieri di Gioia Tauro su delega della Procura di Perugia.
È in questo contesto che, nell’agosto 2023, viene costituita Visione Editore Srl: nuova ragione sociale, nuova partita Iva, soci Toscano al 51 per cento e Antonio Leotta, anche lui calabrese, al 49. La società avvia l’attività il 16 novembre 2023 e inaugura il rapporto editoriale con l’ambasciata russa quasi subito: il primo evento a Villa Abamelek è dell’ottobre 2024.
Secondo quanto rivelato da Linkiesta nel dicembre 2024, un primario istituto di credito aveva deciso di chiudere il conto corrente di Visione TV, per aver sostenuto attivamente le politiche di invasione del Cremlino e la propaganda russa nel nostro Paese. L’alert sarebbe scattato in relazione alla pubblicazione del volume con Putin e alle iniziative organizzate con rappresentanti del governo russo. Non di Visione Editore, dunque, ma di Visione TV. Toscano ha raccontato al Fatto Quotidiano di essere stato convocato in filiale a Reggio Calabria per domande sulle sue opinioni sulla guerra e su alcuni pagamenti ai collaboratori Giorgio Bianchi e Andrea Lucidi, due volti noti della propaganda russa in Italia. Lucidi ha ripreso la sua collaborazione con Visione TV, come conferma anche il suo servizio per la webtv in occasione dell’evento della scorsa settimana che ha seguito in presenza a Villa Abamelek.
Nel gennaio 2025, Leotta viene nominato amministratore unico di Visione Editore. Nel febbraio 2025, viene aperta una nuova unità locale della stessa società a Melicucco, in provincia di Reggio Calabria – domicilio di Leotta – registrata come «negozio elettronico, magazzino con vendita ingrosso» con attività di «commercio elettronico di prodotti alimentari sul sito www.visioneditore.it». È Putika: e-commerce di marmellate, olio e prodotti tipici calabresi artigianali, promosso sistematicamente sui canali di Visione TV con un link separato da quello editoriale.
La sequenza non prova un nesso causale diretto tra la pressione bancaria su Visione TV e le scelte strutturali di Visione Editore. Ma la cronologia è un dato documentato: il soggetto più esposto ai controlli finisce sotto pressione; nel frattempo è già operativa una nuova entità giuridica che porta avanti i rapporti con Mosca in forma editoriale; subito dopo la chiusura del conto arriva un terzo ramo commerciale che diversifica ulteriormente la struttura. Lo statuto di Visione Editore prevede esplicitamente tra gli oggetti sociali «la vendita online di prodotti alimentari e non alimentari».
In meno di due anni e mezzo, Visione Editore ha pubblicato 15 titoli e 25 numeri della rivista mensile “Visione. Un altro sguardo sul mondo”. Il catalogo comprende “Globalisti assassini”, “Pandemia: storia di un progetto criminale”, “Contro il ‘Sionismo Reale’, “Demoni in Terra Santa”, “La fine dell’impero del male”. Non manca un’edizione italiana de “La Grande Scacchiera” di Zbigniew Brzezinski, il libro del teorico del contenimento della Russia, con prefazione di Toscano. Il volume di Karaganov e Trenin sulla dottrina nucleare russa campeggia oggi in prima posizione nello shop, davanti al libro di Putin.
In questo intreccio tra editoria politica, attivismo e commercio online, Visione Editore finisce così per rappresentare un caso emblematico di ibridazione tra informazione, militanza e impresa. Dove la stessa struttura che vende olio e marmellate diventa anche veicolo di contenuti strategici di un Paese terzo, ospitati e rilanciati dentro una sede diplomatica. Con un’unica partita Iva e un’unica regia.
Questo è un estratto della newsletter di Strategikon, la testata di Linkiesta dedicata alla sicurezza nazionale e curata da Gabriele Carrer. Arriva ogni martedì. Qui per iscriversi.
Fonte:
www.linkiesta.it



