Il Governo ha approvato il nuovo Piano pandemico 2025-2029: previste misure modulabili come smart working e mascherine. Tutte le novità
Strategie su prevenzione, sorveglianza epidemiologica, gestione clinica e logistica sanitaria delle filiere di approvvigionamento: a quasi tre anni dalla dichiarazione di fine emergenza Covid dell’Oms nel maggio del 2023, arriva finalmente il nuovo piano pandemico.
A differenza del precedente, ha durata quinquennale, dal 2025 al 2029. Approvato in Conferenza Stato Regioni, si concentra su patogeni respiratori come il coronavirus ma anche su un modello applicabile a pandemie con caratteristiche diverse, e prevede la possibilità di attivare misure, tra cui smartworking e restrizioni, modulabili a seconda della situazione epidemiologica.
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Per il nuovo piano, sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni all’anno dal 2027. Le risorse saranno ripartite tra le Regioni fino al 2029 in base alla popolazione residente al 1° gennaio 2024.
Cosa prevede il nuovo Piano pandemico
Smart working e lavoro flessibile
Tra le misure centrali compare il potenziamento dello smart working e, più in generale, delle modalità di lavoro flessibili, soprattutto per proteggere i lavoratori più fragili e limitare la diffusione dei contagi nei luoghi chiusi.
Il lavoro da remoto viene quindi inserito ufficialmente tra gli strumenti di prevenzione sanitaria da attivare in caso di emergenza epidemiologica.
Mascherine e dispositivi di protezione
Il Piano conferma il possibile utilizzo di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale nelle fasi più critiche di una pandemia.
Il documento sottolinea infatti l’importanza dei DPI come strumenti utili a ridurre la trasmissione dei virus respiratori, insieme alle altre misure di contenimento.
Vaccini
Nel nuovo Piano pandemico i vaccini vengono definiti strumenti “efficaci” per contrastare l’impatto sanitario di future pandemie.
Resta inoltre confermato il modello di approvvigionamento europeo comune, già sperimentato durante l’emergenza Covid, con acquisti coordinati a livello Ue.
Niente lockdown automatici
Uno dei punti più discussi riguarda le restrizioni. Il documento specifica che non sono previsti lockdown generalizzati automatici come quelli vissuti durante il Covid-19. Ma il Piano lascia aperta la possibilità di introdurre misure restrittive modulabili in base alla gravità della situazione epidemiologica. Potranno essere adottate tramite leggi ordinarie, decreti legge o altri atti con forza di legge.
Ventilazione meccanica in scuole, uffici e trasporti
Tra le novità compare anche il riferimento ai sistemi di ventilazione meccanica controllata. Il Piano prevede infatti il ricorso a impianti per il ricambio e la filtrazione dell’aria nelle scuole, nei luoghi di lavoro e sui mezzi pubblici, considerati elementi chiave per limitare la diffusione dei patogeni respiratori negli ambienti chiusi.
Intanto, mentre il documento ha già acceso polemiche politiche e scientifiche, una considerazione nasce spontanea: dopo la pandemia da Covid, il nuovo Piano prova a costruire una strategia più strutturata per il futuro. Ma il vero banco di prova, come sempre, sarà la capacità di trasformare linee guida e fondi stanziati in strumenti realmente pronti a funzionare quando servirà davvero.
Fonte: Ministero della salute
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