HomeAnalisi & InchiesteAl Teatro Franco Parenti, due cantastorie attraversano l’Italia, tra dialetti e sogni...

Al Teatro Franco Parenti, due cantastorie attraversano l’Italia, tra dialetti e sogni di riscatto

Date:

Articoli correlati

Trump taumaturgo involontario, dalla sinistra italiana all’orgoglio europeo

Non risanerà i moribondi imponendovi la taumaturgica mano presidenziale,...

Viaggio nella politica italiana #16

Nella tappa perugina degli incontri di Valigia Blu con...

La crisi energetica in Europa

L’evolversi del conflitto tra Stati Uniti e Israele da...

Meloni riscopre gli alleati europei per dimenticare Trump (e sé stessa)

Lei in rosso fiammante, lui in blu presidenziale: «Giorgia!»....

Il design ridisegna il cibo

Il food design viene spesso ridotto a una questione...
Pubblicitàspot_imgspot_img

…Fino alle stelle! – Scalata in musica lungo lo stivale è uno spettacolo scritto e interpretato da Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, con la regia di Raffaele Latagliata e il coordinamento creativo di Adriano Evangelisti. 

Sul palco, due cantastorie e un sogno che pare un azzardo. Il viaggio è fisico, si snoda lungo una precisa geografia, ed è al tempo stesso interiore: attraversa tradizioni, dialetti, leggende e piccoli riti quotidiani. Ma soprattutto, diventa il percorso di due persone che cercano un’occasione capace di cambiare la loro vita. Un’opportunità che forse arriverà, o forse no, e che comunque non avrà la forma immaginata all’inizio del cammino.

Fallongo e Caputo costruiscono una commedia musicale che alterna dialoghi e racconti, intervallati da brani eseguiti dal vivo. La musica è parte strutturale della drammaturgia: interviene nei passaggi più intensi e in quelli più leggeri, sostiene il ritmo del racconto e guida spettatrici e spettatori dentro uno spaccato di memoria collettiva. È una partitura che segue la parola, la rilancia, la supera quando serve.

Il cuore dello spettacolo sta nella scelta del dialetto come lingua del cuore. Non un semplice espediente stilistico ma uno strumento di interpretazione capace di dare rotondità e completezza ai personaggi. Il suono precede il senso, definisce caratteri, restituisce veracità allo spettacolo. Da questa materia linguistica nasce un teatro che guarda alla tradizione orale, al racconto tramandato, alla memoria di un passato che ancora vive, tramandato nelle storie del presente. I due interpreti si muovono tra registri diversi: momenti privati, piccoli dissapori, gelosie che diventano comiche, slanci improvvisi, attese deluse.

La regia accompagna questo continuo cambio di tono con una messa in scena essenziale, sostenuta da movimenti coreografici, elementi scenografici e costumi che convergono sul lavoro degli attori. Il palcoscenico diventa così una mappa mobile del Paese, uno spazio che si trasforma di tappa in tappa, lungo il racconto.

“…Fino alle stelle!” è un itinerario che risale lo stivale italiano non per cartoline folkloristiche, ma per intercettare voci, suoni, modi di dire, gesti e tradizioni popolari che compongono un’identità. Ogni tappa è occasione di incontro e di dibattito, di riconoscimento e di sorpresa. Il passato non è evocato come nostalgia, ma come materiale utile a orientarsi nel presente e a immaginare il futuro.


Fonte:

www.linkiesta.it

Ultimi Articoli

Pubblicitàspot_img