Non risanerà i moribondi imponendovi la taumaturgica mano presidenziale, né del resto i disinfettanti o i raggi ultravioletti di cui fantasticava ai tempi del Covid-19 sarebbero serviti per combattere il flagello che sei anni fa devastava il mondo, però indubbiamente fa i miracoli. Questo sì, non c’è nessuno, né tra i vecchi né tra i nuovi nemici, che possa negarlo. Nemmeno il Papa «debole» e «terribile». Nemmeno Giorgia Meloni «inaccettabile» e «negativa».
Con il suo tocco portentoso, senza bisogno che vi sia contatto fisico, il presidente statunitense Donald Trump, che ha pure ripostato un’immagine in cui è ritratto con Gesù che gli cinge le spalle, sta effettivamente surclassando Gesù. Altro che Lazzaro (Giovanni 11, 1-44), altro che la figlia di Giairo (Marco 5, 21-43; Luca 8, 40-56), altro che il figlio della vedova di Nain (Luca 7, 11-17): The Donald sta resuscitando non tre soltanto ma milioni di esseri umani – e idee e schieramenti politici – sparsi per il globo. Ha dato nuova vita all’opposizione liberal interna, e anche all’elettorato repubblicano più tradizionalista e addirittura a una parte più responsabile (sembra inverosimile ma evidentemente c’è) del movimento Maga. Ha risvegliato l’orgoglio europeo, dallo stato (se non proprio di coma vegetativo) di minima coscienza in cui versava. In Ungheria ha lanciato la volata vincente della destra europeista di Péter Magyar contro la destra trumputinista di Viktor Orbán.
Ma è soprattutto in Italia che al presidente americano è riuscito il Miracolo, con la maiuscola: resuscitare il dead man talking, la sinistra parolaia e inconcludente. Che adesso, dopo essersi intestata la vittoria nel referendum, e senza neppure ringraziarLo, da diversi sondaggisti è data addirittura in vantaggio sulla Sorella d’Italia: quella che, si pronosticava, di questo passo ci dovremo tenere per altri dieci (e chissà quanti più) anni. Quando si dice il prana, il mana, quelle robe lì, insomma: il potere sovrannaturale, sovraumano, para divino, anzi più che divino.
E che vi credevate, che gli bastasse? E no, che non gli bastava: da autentico dio burlone che si diverte con l’intelligenza artificiale – lui alla cloche di un jet che rovescia tonnellate di escrementi sul corteo No Kings, lui che arresta il suo predecessore “Sleepy” Joe Biden, lui bodybuilder, lui Captain America, lui sul trono con la corona, lui che balla… no, questo è vero, non è l’intelligenza artificiale – ha voluto stupirci con un effetto speciale e miracolosamente reale, o realmente miracoloso, fate voi: la solidarietà che, in seguito agli attacchi di Demolition Pres, a Meloni è stata prontamente espressa dall’irriducibile antagonista Elly Schlein. La quale, compiaciuta del beau geste, forse non si è subito accorta che di solidarietà la presidente del Consiglio non aveva veramente bisogno, perché proprio le parole di Jesus Trump Superstar le hanno paradossalmente restituito un’insperata credibilità, dopo un paio di mesi in cui non gliene andava dritta una.
Ma si sa, quel che Dio dà, Dio toglie. E viceversa. È una ruota che gira. E poi, mai fidarsi troppo dei miracoli: alla prova dei fatti potrebbero rivelarsi illusioni ottiche.
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