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Allo IED la fotografia diventa uno spazio pubblico di confronto

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Oggi, dalle 15.00 alle 18.30, alle Gallerie d’Italia – Torino, la fotografia esce dalla parete e si dispone attorno a un tavolo. Succede con The Searchlights, un appuntamento inserito in EXPOSED Torino Foto Festival, che coinvolge gli studenti di Fotografia di IED Istituto Europeo di Design Torino, Milano e Roma all’interno del progetto triennale Ti vorrei dire, sviluppato in collaborazione con Gallerie d’Italia e Intesa Sanpaolo.

La premessa parte da una semplice domanda: come si rappresenta il presente oggi? I lavori non cercano una risposta unitaria, ma costruiscono una costellazione di punti di vista. Emergenze sociali, vulnerabilità individuali, desideri collettivi e tensioni politiche vengono affrontati senza scorciatoie narrative. L’insieme restituisce complessità a temi che nel dibattito pubblico tendono a essere ridotti a formule, etichette, e categorie limitanti.

In questo contesto, la fotografia smette di essere un supporto illustrativo e diventa una presa di posizione. Non nel senso propagandistico del termine, ma come scelta consapevole su cosa rendere visibile, quali storie riportare al centro, come costruire una narrazione che non semplifichi il reale.

La forma dell’evento è coerente con questa impostazione: i progetti non sono esposti in modo tradizionale, ma custoditi in scatole progettate dagli studenti di Visual Communication Design di IED Firenze. Attorno ai tavoli che le ospitano si sviluppa una vera e propria performance: gli autori aprono i lavori, li raccontano, li discutono con il pubblico.

Il visitatore non è chiamato a osservare in silenzio, ma a intervenire. A leggere le immagini a partire dalla propria esperienza, a porre domande, a prendere parola. L’atto espositivo diventa così un momento di confronto condiviso, in cui il senso dei progetti si costruisce nel dialogo.

The Searchlights funziona come un esercizio collettivo di attenzione, e fornisce un modo per osservare come una nuova generazione di fotografi prova a misurarsi con il presente, evitando semplificazioni e cercando strumenti visivi adeguati alla complessità del tempo.


Fonte:

www.linkiesta.it

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