HomeAnalisi & InchiesteOpinioniL’abisso che separa la tragedia ucraina dalla farsa veneziana

L’abisso che separa la tragedia ucraina dalla farsa veneziana

Articoli correlati

Il fiasco nello stretto di Hormuz può spingere Trump contro Cuba

Può darsi che le ottimistiche previsioni di Donald Trump...

Tutti i vincitori del David di Donatello 2026

“Le città di pianura” di Francesco Sossai è stato...

L’unica fede di Salvini, adesso, è quella di Papa Leone

Di fronte ai nuovi attacchi di Donald Trump al...

Quando l’Abruzzo prende forma

Arrivare in Abruzzo dà sempre quella sensazione di quiete...
Pubblicitàspot_imgspot_img

Ci mancava solo la posa da “fascista libertario”, protetto dalla furbesca, reiterata e deferente citazione del capo dello stato, prontamente rivoltata in motto para-dannunziano dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, che ieri ha virilmente scandito: «Andare avanti, avere audacia, sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti: questo, mi raccomando, è il presidente della Repubblica». E subito dopo: «Sergio Mattarella, il capo dello stato, cui dobbiamo riconoscenza e rispetto, ha detto chiaramente ai David di Donatello qual è il mandato del lavoro artistico-culturale: libertà e audacia.

Ho visto scorrere un titolo nelle all-news: “Siate liberi e audaci”. Ed è così». E poi ancora: «E quindi la libertà e l’audacia, che sono alla radice dello ius, della civiltà del diritto: quella dottrina di cui Sergio Mattarella, il capo dello stato, è maestro». In queste parole c’è tutta l’audacia, la libertà e direi anche l’arte retorica non soltanto di Buttafuoco, ma di una parte d’Italia, eterna e indistruttibile, sempre in bilico tra Mussolini e Monicelli. Senza dimenticare il bel mondo politico e cultural-giornalistico che lo difende e lo applaude come intellettuale scomodo, libero e indipendente. Ennesima e non necessaria conferma della mia più profonda convinzione a proposito del nostro cosiddetto carattere nazionale. C’è poco da fare, in Italia gli anticonformisti sono sempre una maggioranza schiacciante.

Se ne potrebbe anche ridere e scherzare, e chiuderla qui, se questo spettacolo, obiettivamente non di prim’ordine, non andasse in scena nelle stesse ore in cui in Ucraina piovono bombe vere, sulle case e sugli asili, che uccidono uomini, donne e bambini in carne e ossa.

Se questo genere di discorsetti sulla libertà dell’arte e la pace e il dialogo non servissero da troppo tempo a dare man forte ai maggiori nemici della libertà, dell’arte e della pace, facendo passare le vittime per aggressori e i persecutori per perseguitati, per nascondere dietro una fitta coltre di sofisticate scemenze politiche e geopolitiche la semplice acquiescenza alla legge del più forte.

Gli attivisti russi che hanno manifestato a Venezia contro la scelta di riaccogliere il regime di Putin e i dissidenti che dalla Russia sono dovuti fuggire, e gli ucraini, i lituani, gli estoni, i polacchi che hanno protestato con loro, ecco chi rappresentava ieri a Venezia l’audacia e la libertà dell’arte e non solo dell’arte.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.


Fonte:

www.linkiesta.it

Ultimi Articoli

Pubblicitàspot_img