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Il filorusso Rumen Radev ha vinto le elezioni in Bulgaria

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L’ex presidente della Repubblica bulgaro Rumen Radev è in netto vantaggio nelle elezioni parlamentari anticipate e il suo nuovo movimento, Bulgaria Progressista, secondo i risultati preliminari e le proiezioni diffuse nella notte, è sulla strada per diventare la prima forza politica del paese con un margine ampio sugli avversari. Se il dato sarà confermato dallo scrutinio, per la Bulgaria sarebbe un cambiamento politico importante dopo anni di governi fragili, coalizioni instabili e otto elezioni in cinque anni.

Con oltre il 60 per cento dei voti scrutinati, la Commissione elettorale centrale attribuisce a Bulgaria Progressista circa il 44,6 per cento dei consensi. Dietro ci sono la coalizione liberale PP DB, intorno al 14 o 15 per cento, e il partito conservatore GERB dell’ex primo ministro Bojko Borisov, poco sopra il 13 per cento. Diverse proiezioni attribuiscono a Radev anche la possibilità di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento da 240 membri. 

Nel discorso pronunciato dopo la chiusura dei seggi, Radev ha parlato di una «vittoria della speranza sulla sfiducia» e di una «vittoria della libertà sulla paura». Ha anche ringraziato gli elettori per aver respinto «l’autocompiacimento e l’arroganza dei vecchi partiti». Poco dopo ha aggiunto che il suo obiettivo è costruire «una Bulgaria forte in un’Europa forte», sostenendo che l’Unione europea abbia bisogno di «pensiero critico», «pragmatismo» e risultati concreti.

Il voto arriva dopo la caduta del precedente governo, travolto a dicembre da proteste contro la corruzione e la legge di bilancio che avevano riaperto una crisi politica che in Bulgaria dura da anni. Dal 2021 il paese più povero dell’Unione Europea ha avuto esecutivi deboli e parlamenti incapaci di produrre maggioranze stabili. La promessa centrale della campagna di Radev è stata proprio quella di chiudere questa fase e di smantellare quello che ha definito il «modello di governo oligarchico». Il risultato ridimensiona soprattutto GERB, il partito di Borisov, che per anni ha dominato la politica nazionale. Borisov ha riconosciuto che arrivare primi alle elezioni non basta per governare e ha osservato che saranno i negoziati a decidere chi avrà davvero il potere,

Radev ha 62 anni, viene dall’aeronautica militare ed è stato comandante dell’aviazione bulgara prima di entrare in politica. Ha lasciato la presidenza della repubblica a gennaio, dopo nove anni, per fondare Bulgaria Progressista e candidarsi direttamente alla guida del governo. È considerato un leader pragmatico ma anche decisamente critico verso la linea occidentale sulla guerra in Ucraina. Ha contestato le sanzioni europee contro la Russia, ha chiesto relazioni più costruttive con Mosca e si è opposto all’invio di aiuti militari bulgari all’Ucraina. Negli ultimi anni ha sostenuto che la prosecuzione della guerra attraverso le forniture di armi non porti a una soluzione e ha criticato anche l’accordo decennale sulla difesa firmato tra Bulgaria e Ucraina.

Radev ha cercato di presentare queste posizioni non come un allineamento con il Cremlino ma come una linea «pro bulgara» e, a suo dire, anche «pro europea». Ha detto di non voler usare un eventuale veto bulgaro contro le decisioni dell’Unione Europea e ha insistito sul fatto che Sofia continuerà sul suo percorso europeo.


Fonte:

www.linkiesta.it

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